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CI LASCIA COSTANTINO ESPOSITO UNO DEGLI ULTIMI REDUCI DELLA II GUERRA MONDIALE
10/10/2014 17:18
Ci lascia Costantino Esposito, uno degli ultimi reduci massesi della II Guerra Mondiale, in tante occasioni ci ha testimoniato la tua triste esperienza, offrendoci un esempio di coraggio, resistenza alla sofferenza lasciandoci valori da custodire preziosamente.

Di seguito il ricordo dell'Assessore Donato Iaccarino:

Costantino Esposito non è più!

Martedì 7 ottobre 2014 Costantino Esposito ha intrapreso il suo ultimo viaggio.
L’Amministrazione Comunale di Massa Lubrense, nel piangere la sua scomparsa, gli ha reso il doveroso omaggio partecipando ai funerali che si sono officiati a Sorrento presso la chiesa di Nostra Signora di Lourdes.
Al rito funebre, celebrato dal parroco Don Antonino Minieri, hanno presenziato Donato Iaccarino assessore di Massa Lubrense e Maria Teresa De Angelis assessore di Sorrento, accompagnati dai Gonfaloni dei due Comuni: Massa Lubrense, ove Costantino era nato e dove ha vissuto gran parte della sua lunga esistenza, e Sorrento, dove aveva stabilito la sua residenza negli ultimi decenni. Alla fine della celebrazione religiosa, Luigi Sigismondi, per delega dei due Comuni ed a nome del Comitato Permanente Caduti in Guerra di Massa Lubrense, ha commemorato la figura di Costantino Esposito, eroe e grande invalido di guerra.

Ricordo di COSTANTINO ESPOSITO a cura di Donato Iaccarino

Costantino Esposito era nato a Massa Lubrense il 19 aprile 1920, in località Pigna della frazione di Sant’Agata sui due Golfi, ove svolgeva l’attività di contadino con la sua famiglia. Nel febbraio del 1940 fu chiamato alle armi ed arruolato nel 12° Rgt. Artiglieria, di stanza a Nola. Dopo pochi giorni il suo Reggimento fu destinato a Tripoli, già occupata dagli Italiani e, allo scoppio della guerra, si attestò sulla linea di Sidi Barrani, al comando del raggruppamento del Generale Maletti.
Costantino, con il compito di servente ad un pezzo di artiglieria, partecipò all’infausta Battaglia di Sidi Barrani del 9 dicembre 1940, durante la quale gli inglesi attaccarono di sorpresa, dopo un intenso fuoco di sbarramento, i capisaldi italiani, distruggendoli.
Nel corso del combattimento la sua batteria, composta da sei militari, fu colpita da una granata, che provocò la morte di due soldati ed il grave ferimento di altri due, tra cui lo stesso Costantino. Egli perse conoscenza e rimase a lungo esanime, coperto di sangue e sabbia, fino al termine dello scontro quando fu soccorso dagli stessi inglesi e trasportato in un ospedale da campo.
Dopo i primi soccorsi, vista la gravità delle ferite, fu trasferito all’ospedale di Marsa-Matruh, dove purtroppo fu necessaria l’amputazione di un braccio, ormai maciullato. Il giorno dopo fu inviato all’ospedale inglese di Alessandria d’Egitto ma le condizioni erano sempre molto gravi e, pertanto, fu necessaria anche l’amputazione di una gamba. Inoltre persistevano ancora problemi seri ad un occhio, aveva perso molto sangue ed urgevano delle trasfusioni. Grazie ad un infermiere, prigioniero italiano presso gli inglesi, furono trovati alcuni donatori dall’equipaggio di un sommergibile italiano anch’esso catturato dai britannici.
Così riuscì a salvare la vita ma aveva perso una gamba, un braccio ed un occhio.
Rimessosi, fu internato in un campo inglese per feriti di guerra a Gaza, dove, insieme ad altri italiani, fu curato ed accudito molto bene; qui iniziò a servirsi delle stampelle, fidi strumenti che lo accompagneranno per tutta la vita, non essendosi mai abituato a protesi.
Nel 1942, per interessamento della Croce Rossa Internazionale, tra i governi inglese ed italiano fu concordato uno scambio di prigionieri, grandi invalidi, delle rispettive nazioni.
Costantino, dunque, ritornò a casa, ma dopo poco arrivò anche la triste notizia che l’altro fratello, Orlando, era perito nell’affondamento del CT Alpino, a La Spezia.
Per lui continuarono le sofferenze nel corpo, per le gravi menomazioni subite, e nell’animo a causa delle lunghe e penose traversie burocratiche per il riconoscimento della grave invalidità.
Costantino ha affrontato con grande spirito di sacrificio e ferma volontà i notevoli problemi legati alla sua condizione, riuscendo a vivere una lunga esistenza “quasi normale”, non isolandosi e cercando anche di partecipare attivamente alla vita sociale della sua città.
Grazie a queste doti non comuni ha raggiunto la soglia dei 94 anni di età!
Straordinario esempio di voglia di vivere ed attaccamento ai valori essenziali dell’esistenza umana da additare a tutte le future generazioni!
Addio Costantino, grazie per averci testimoniato la tua triste esperienza, per l’esempio che ci hai dato e per i valori che ci hai trasmesso e che custodiremo gelosamente nei nostri cuori insieme al tuo ricordo!

In allegato un'immagine di Costantino
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