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2 GIUGNO - FESTA DELLA REPUBBLICA
01/06/2016 13:50
Gli italiani e le italiane, si recarono alle urne in un clima di tensione e speranza. Nonostante le macerie che caratterizzavano buona parte delle città italiane, quasi 25 milioni di cittadini si recarono a votare, per gettarsi alle spalle un trentennio di guerre, dittatura, morte e distruzioni. A favore della Repubblica, nonostante le accuse di brogli, si schierarono più di 12 milioni di italiani, decidendo di voltar pagina e dare all’Italia l’ordinamento repubblicano. Nello stesso 2 giugno, i cittadini votarono anche i rappresentanti dell’Assemblea Costituente, che doveva redigere la nuova Costituzione, per sostituire il datato Statuto Albertino, adottato da Piemonte sabaudo fin dal 1848. Oggi dovremmo recuperare il senso di questa festa, non solo perché grazie ai nostri nonni viviamo in uno stato democratico, dove tutti siamo uguali di fronte alla legge senza distinzioni di razza, sesso e ceto, ma soprattutto dovremmo ricordare che il 2 giugno 1946 le donne italiane si recarono per la prima volta alle urne e, liberamente, senza più costrizioni maschili, poterono decidere del proprio futuro. La parata ai Fori Imperiali (Roma), i ricevimenti, gli alzabandiera e i discorsi per la Festa della Repubblica sono dei segni esteriori, dei modi per ricordarci che in questo giorno c’è qualcosa da festeggiare, ma non dovremmo formarci a questo, al primo strato delle cose, alla patina superficiale. Alle spalle del 2 giugno vi furono guerre, morti e distruzioni, ma soprattutto la speranza di cambiare ciò e di far sì che la Repubblica diventasse vessillo e garanzia di pace, concordia e uguaglianza. I giovani e i meno giovani italiani che affollarono le urne, al di là della volontà che espressero sulle schede, rimarcarono la propria esistenza con quel voto, perché il fascismo aveva zittito e perseguitato ogni espressione di dissenso e di libero pensiero, piegando anche le menti migliori alla cultura popolare di regime. Il voto rappresentò una “Rinascita” per il popolo italiano, che si appropriò del potere di autodeterminazione e di scelta ed optando per la forma di stato repubblicana si assunse il compito.
di eleggere democraticamente le istituzioni cui affidare la guida della Nazione.
Non dimentichiamoci del sacrificio di chi 70 anni fa lottò per offrirci una nuova Italia, libera, democratica e in pace …
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